Il Circolo apre bottega
Viaggio in INDIA – Dispensa
In allegato la dispensa distribuita in occasione dell’evento “Viaggio in INDIA” tenuto dall’Associazione SATYA – YUGA presso la libreria laboratorio “L’angolo delle storie” di Avellino.
24 pagine di “viaggio” tra passato e presente, mito e realtà, sacro e profano alla ricerca della sacralità della vita attraverso gesti quotidiani che si ripetono da tempo infinito. Un viaggio nella spiritualità che pervade l’anima dell’India e nel mondo delle sue divinità.
Continuando la lettura saranno visibili alcune foto dell’evento.
Viaggio in INDIA – tra miti, leggende e riti quotidiani (11 novembre 2010)
Giovedì 11 novembre 2010 alle ore 17.30, presso la Libreria “L’ANGOLO DELLE STORIE” di Avellino, l’Associazione SATYA-YUGA presenterà l’evento:
Viaggio in India (tra miti, leggende e riti quotidiani) – Un viaggio tra passato e presente, tra mito e realtà, tra sacro e profano alla ricerca della sacralità della vita attraverso gesti quotidiani che si ripetono da tempo infinito. Un viaggio nella spiritualità che pervade l’anima dell’India e nel mondo delle sue divinità.
Agli ospiti che interverranno saranno offerti chaye (tè indiano) e biscotti speziati ed una piccola dispensa sugli argomenti trattati.
Per informazioni e prenotazioni: tel. 0825.628256 – angolodellestorie@alice.it
La riunione dei nocciòli
Gli alberi di nocciole in persona decisero di fare una riunione; scelsero come luogo d’incontro l’Alto Casertano, e nel giorno stabilito, di buon mattino, si presentarono tutti.
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Io di Viterbo son Tonda Gentile
spargo un profumo lieve come il miele
so dilettare occhi e bocche fini
di nonne, mamme, uomini e bambini.
Perché nessuno più raccoglie i frutti
che seccano e si fan sempre più brutti?
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Io son Tonda Giffoni di Salerno.
Un tempo davo dolci in pieno inverno:
gelati, creme, torte e torroncini,
croccanti, nocciolato e biscottini.
Ora le mie nocciole son finite
nei cumuli di cose ormai marcite.
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Io son Tonda Gentile delle Langhe
e vi porto i saluti del Piemonte.
Prima, il “male dello stacco” ho avuto,
poi, la “cimice angolosa” m’ha colpito;
forse è per questo che nessuno vuole
prendere e gustar le mie nocciole.
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Io di Avellino son la Mortarella,
ho il frutto un po’ allungato, detto nocella.
Nessun tra voi rimetta i nostri mali
in parassiti, funghi e insetti vari,
sicuramente il nostro tribolare
ha origine da qualche altro affare.
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Io ti do ragione, la penso proprio uguale,
sono Calabrese, con voi son solidale.
Con me porto l’odore di brezze e rocce in fiore,
d’olio al peperoncino, di cacio e di buon vino.
Facciamo tutti uniti un’alleanza,
siamo compatti, ridiamoci speranza!
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Dall’Etna arrivo, son la Siciliana:
ero tostata e intenso era l’aroma.
Sappiate che tra noi c’è un tipo strano,
un albero che viene da lontano,
è il Turco, quello là che sta in disparte,
ridacchia, secondo me ci imbroglia ad arte.
I 5 saggi del lago
C’erano strane leggende che aleggiavano su Coll e sui suoi noccioli: si diceva, ad esempio, che i nove noccioli erano nati a distanza di nove anni l’uno dall’altro. Nulla si sapeva sull’anno della loro nascita, ma la cosa certa era la differenza di età che intercorreva fra loro. Ogni nove anni ne nasceva uno fino a quando, raggiunti i nove non ne nacquero più. Infatti, quando crescevano, i noccioli si trasformavano in meli, peri, noci, castagni. E la frutta che davano era la migliore della contea. Era anche per questo che gli abitanti di Coll non hanno mai patito la fame. Infatti i loro erano alberi-nocciolo, sapevano sempre cosa era meglio fare per sopravvivere. A volte le noci allungavano le radici ad intrecciarsi con quelle dei meli, scambiandosi informazioni, verificando che un metro più in là c’era del nutriente adatto ai noci e non ai meli; a volte si scambiavano effusioni sottoterra e facevano nascere altri alberi straordinari. Fu così che nacquero i peromeli e i castanoci di Coll, famosi in tutta la contea e nel regno della Regina Prima e del Re Ultimo.

