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Solstizio d'estate

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Un video ed una serie di foto del secondo evento di satya-yuga della serata del 25 giugno 2010 nell'ambito della manifestazione "Note di bosco, notte di note" tenutasi a Castello di Forino: "Solstizio d'estate".

Il video amatoriale rappresenta la parte conclusiva dell'evento.


 

Riportiamo di seguito il testo integrale della performance (proprio in quanto testo integrale è intervallato dalle indicazioni per la sua rappresentazione)

SOLSTIZIO D’ESTATE

Tra il frinire di solari cicale e il canto lunare dei grilli, il Sole e la Luna nel giorno del solstizio d’estate celebrano le loro nozze, così da sprigionare e spargere la propria energia nell’opulenza dei frutti. Al solstizio d’estate, tempo sacro nelle tradizioni precristiane, si è sovrapposta la natività di S. Giovanni Battista; la religiosità popolare ha così stratificato credenze e usanze pagane e cristiane, di cui noi ora cogliamo qualche frammento.

Il Battista è colui che accompagna gli esseri nella caverna cosmica, mette in comunicazione il visibile con l’invisibile, cosicché i riti connessi alla sua festa hanno la funzione di proteggere il creato; è questo il senso dei falò accesi in cima alle colline, delle processioni per i campi con le torce accese, delle ruote infuocate fatte ruzzolare giù per i pendii. I fuochi, appunto simboli del sole solstiziale, cacciano i demoni e le streghe, e prevengono le malattie.

Qui in Irpinia, la notte di S. Giovanni, una ragazza che vuole conoscere il suo destino in amore taglia un cardo e ne bruciacchia tre volte il fiore, poi lo mette in acqua all’aria aperta. Se il giorno dopo all’alba sarà rifiorito, lei presto troverà l’amore.

 



Adesso voglio parlarvi  di un albero: il Noce.

Io Noce 

Imparipennate le foglie

in amenti penduli i fiori

smanioso io di suscitarli

smaniosi loro di procreare

frutti a drupa avvolti in malli verdi

attorno a endocarpi legnosi

che stringono gherigli oleosi

con cotiledoni lobati

mammellonati.

Io noce d’alto fusto

a chioma ombrosa

pronto a regalare oli, semi, legni scuri,

medicamenti fini.

Io noce dicono capace

di proteggere gli umani da chi induce

a seguire altre aspirazioni,

di spronare gli esitanti a fare.

Ma ora sono io a soccombere

grazie a bui veleni umani:

dalla terra, dall’aria, dall’acqua

respiro solo orrore.

Attonita la natura guarda

l’irrefrenabile degrado,

i vecchi e nuovi dei,

dell’utero il prolasso.

Io noce vecchio di pazienza

stanco di acquiescenza

lascio i bei giorni, la pioggia, il vento,

le vibrazioni del firmamento

ma lascio pure le ranfie rapaci

di persone mendaci,

lascio il destino amaro

a chi così lo crea.

Midollo sughero xilema

corteccia scorza floema

cambio e fellogeno

ormai si accartocciano

non hanno più ossigeno.

 



All’alba del 24 giugno in Irpinia si raccolgono le ventiquattro noci che serviranno a preparare un liquore/panacea: il nocino. Se queste noci non sono raccolte all’alba, ma quando il sole è già all’orizzonte, non avranno più l’effetto benefico della “manna”, la guazza che cade proprio in quel giorno prima che albeggi; è poi bene ricordare che non si deve mai dormire sotto un noce, altrimenti verrà un forte mal di testa  risolvibile solo se si strappano dall’albero tre o quattro foglie.

Ma non è  finita qua, la storia è appena incominciata.

Sulla notte di San Giovanni aleggia la presenza inquietante delle streghe e dei demoni che volano nel cielo; notte di passaggio, di sospensione, che solo il sorgere del Sole concluderà nel segno della liberazione dal male.

Le striges dei Romani, donne trasformate per magia in uccelli assetati di sangue, con la testa grossa, il becco e gli artigli da rapaci e le piume chiare, nel Medioevo assumono volto e fattezze umane, vecchie laide e repellenti, pericolose per bambini, uomini e bestiame.

Luogo di convegno delle streghe nel giorno del solstizio estivo era il maestoso “Noce di Benevento”, dove si svolgeva un leggendario Sabba, di longobarda memoria.

PERFORMANCE:

Le streghe si avvicinano e si raggruppano, quindi urlando: STRIX

Capo strega:

Ovunque silenzio,

solo lo scrocco di foglie secche

matura nei capelli delle donne,

questa notte è nostra

notte di pipistrelli e gufi

sotto l’albero delle amate noci.

Ogni strega compie gesti e ripete a lungo una vocale diversa A/E/I/O/U + bla, ble, bli, blo, blu

Spalmiamoci d’unguento


Le altre streghe si spalmano e urlano: STRIX

E domani è  San Giovanni,

fratel caro, è San Giovanni.

Su la Plaia me ne vo’ gire,

per vedere il capo mozzo

dentro il sole,

all’apparire,

per veder nel piatto d’oro

tutto il sangue ribollire.

(G. D’Annunzio)

Streghe, compiendo gesti: A/E/I/O/U+ bla, ble, bli, blo, blu

Capo strega:

Unguentu, unguentu

mandame alla noce

de Benevento

supra acqua et supra a vento

et supra ad omne maltempo.

Streghe, a serpentone: Sott’acqua e sotto viento, sott’a lu noce ri Beneviento.

Capo strega: Balliamo

In cerchio, tutte:

Abballa abballa Giuseppe

jemmo sei e mo’ sim’a sette.

Si mi ni jesco

ra rint’a sti botte

n’ghiesce cchiù

Giusepp’a la notte.

Streghe: A/E/I/O/U+ bla, ble, bli, blo, blu

Capo strega: Il Sole!

Tutte si dileguano urlando: STRIX

 

(La poesia Io Noce è di Paola E. Silano)

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IO ALBERO: storie di donne, uomini ed alberi tra oriente ed occidente - testo, foto e video

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Siamo lieti di pubblicare due brevi filmati amatoriali inerenti l'evento "Io Albero: storie di donne, uomini ed alberi tra oriente ed occidente" tenutosi il 25 giugno 2010 nell'ambito della manifestazione "Note di bosco, notte di note" a Castello di Forino; manifestazione conclusiva del ciclo de “ISENTIERI DELLA LUMACAa passi lenti nella natura”, voluto dal Dirigente dello S.T.A.P . Foreste di Avellino Dott. Dario Russo e diretto artisticamente dall’associazione OPIFICIO DELLE ARTI.

 

 

Abbiamo inoltre inserito nella gallery una serie di foto inerenti tale evento.

Di seguito inoltre è riportato il testo integrale dell'intervento.


IO ALBERO

In India la natura è associata da sempre alla donna. Il concetto di SHAKTI rappresenta il principio creativo femminile, l’energia cosmica creatrice di vita che pervade l’universo.

SHAKTI è anche la compagna o la parte femminile di ogni divinità. Si dice che “Siva senza la sua Shakti è Shava, un cadavere.

SHAKTI si manifesta attraverso PRAKRTI, la NATURA. L’essenza della Natura comprende la rigenerazione, il nutrimento di ogni esistenza e attività dalle forme più semplici di vita a quelle più complesse.

Sono le donne che partecipano quotidianamente al principio vitale che governa la natura. Sono le donne , infatti, in India e in molti altri paesi, che da sempre svolgono le attività  che servono da sostentamento per la famiglia e l’intera comunità. Come per es. la selezione e la preservazione dei cicli biologici della coltivazione.

L’albero, nella cultura indiana riveste una particolare importanza. Ricorre molto spesso nella simbologia della Sacre Scritture Vediche, ma anche nel Buddhismo dove l’illuminazione del Buddha avviene sotto un albero (l’albero della bodhi). L’immagine simbolica del ponte che unisce il cielo e la terra è rappresentata nello Yoga con la posizione dell’albero (VRKSHASANA).

Questa visione del mondo e della Natura è chiaramente in contrasto con la visione occidentale importata nelle colonie orientali del XIX secolo. In essa la NATURA è concepita come materia inerte e fonte di possibili guadagni. La NATURA deve essere governata, dominata dall’uomo, pensata come un elemento femminile da soggiogare.

Questo atteggiamento di tipo patriarcale e maschilista ha portato all’aggressione del patrimonio ambientale che diventa violenza verso le comunità che vivono nel rispetto della  NATURA ed in simbiosi con essa.

Le foreste dell’India sono una risorsa fondamentale per la sussistenza delle popolazioni rurali e tribali e sono fonte di cibo, foraggio, combustibile, radici, frutti, fertilizzanti, erbe medicinali e sono essenziali per la stabilità del suolo e per le risorse di acqua.

Ma, sempre più spesso, le foreste vengono tagliate per fini commerciali e industriali, così, rendendosi conto degli enormi ed irreversibili danni provocati all’ambiente sono nati dei movimenti per la protezione e salvaguardia delle foreste inspirati alle forme di lotta non violente del Mahatma Gandhi.

Uno dei movimenti più famosi che lotta per la sopravvivenza degli ecosistemi delle foreste himalayane è il CHIPKO ANDOLAN (il movimento dell’abbraccio degli alberi).

Il CHIPKO ANDOLAN nasce negli anni ’40 quando alcuni discepoli di Gandhi che si trasferirono nella regione himalayana, cominciarono ad osservare le terribili alluvioni che riversavano nel Gange a causa della deforestazione continua e della coltivazione di pini commerciali al posto di alberi a foglia larga.

Il movimento si ispirò ad una storia vera avvenuta nel 1730 in Rajasthan, in un villaggio nel deserto del Thar, abitato dalla comunità BISHNOI, comunità ancora esistente che considera sacri animali, piante ed alberi.

A quell’epoca il maharaja Abhay Singh per poter costruire il suo nuovo palazzo, ordinò l’abbattimento di tutti gli alberi di khejri della zona.

Amrita Devi, madre di 3 figlie, si oppose abbracciandosi ad uno degli  alberi considerati sacri e venne decapitata. Le figlie seguirono l’esempio della madre e così tante altre persone tra cui, uomini, donne e bambini, per un totale di 363 persone. Il Maharaja, impressionato dal coraggio di queste persone, per espiare la sua colpa e rendere onore a coloro che si erano sacrificati emise un decreto reale che proibiva il taglio di alberi verdi e l’uccisione di animali all’interno o nei pressi dei villaggi dei BISHNOI.

Ancora oggi queste comunità vivono in perfetta simbiosi con la natura allevando il bestiame che curano con infinito amore e praticando l’agricoltura. Sono riusciti ad ottenere un particolare modo per la conservazione e il mantenimento dell’habitat naturale di numerose specie assicurandosi allo stesso tempo raccolti migliori rispetto alle altre comunità rurali.

Negli anni ’70 in India ci furono molte manifestazioni popolari contro il taglio selvaggio e lo sfruttamento ad opera di appaltatori stranieri. Le donne cominciarono a lottare abbracciandosi agli alberi e urlando come slogan la poesia della poetessa attivista del CHIPKO ANDOLAN Ganshyam Raturi

ABBRACCIA I NOSTRI ALBERI

SALVALI DALL’ABBATTIMENTO

LA PROPRIETA’ DELLE NOSTRE COLLINE

SALVALA DAL SACCHEGGIO

Nel 1973 Sarala Bahin, una donna che pascolava le mucche, appena vide degli uomini avvicinarsi con delle scure, chiamò a raccolta le compagne urlando:

QUESTA FORESTA E’ LA NOSTRA MADRE

QUANDO C’E’  POCO CIBO VENIAMO QUI

A RACCOGLIERE ERBE E FRUTTA SECCA

PER NUTRIRE I NOSTRI BAMBINI

TROVIAMO PIANTE E FUNGHI

NON POTETE TOCCARE QUESTI ALBERI

 

 

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IO ALBERO: storie di donne, uomini ed alberi tra oriente ed occidente

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Nell'ambito della manifestazione "Note di bosco, notte di note", l'associazione satya-yuga presenterà l'evento:

"IO ALBERO:
storie di donne, uomini
ed alberi tra oriente ed occidente."

 

La manifestazione "Note di bosco, notte di note", si terrà il giorno 25 giugno 2010 nella frazione Castello di Forino a partire dalle ore 20.30.

Altri particolari inerenti l'evento saranno disponibili sul nostro sito nei prossimi giorni.

 

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Altre foto, nuovi amici ed una dispensa sul tè

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Nella gallery sono state inserite le foto relative all'evento "Un sorso di mondo" tenuto presso la libreria "L'angolo delle storie" di Avellino con la collaborazione di Teateq.

Ai partecipanti al seminario è stata distribuita una piccola dispensa sul tè e sulla sua storia e diffusione insieme ad alcune schede esplicative dei tè presentati (e gustati Sorridente) e degli abbinamenti con dolci e salati. La dispensa è riportata in formato pdf nella sezione materiali.

Per gli amanti del tè cogliamo l'occasione per segnalare il blog unastanzatuttaper(il)tè di una nostra nuova amica che riporta alcune sensazioni del pomeriggio trascorso insieme.


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Una raccolta di foto ed una sorpresa

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Abbiamo inserito nella gallery una nuova raccolta di foto ottenute durante la presentazione del libro di Paola E. Silano - L'Irpinia di Marta. La scrittice (nonché nostra associata :)) ci ha fatto una gradita sorpresa omaggiandoci di due poesie in stile haiku che trovate nella sezione contribuiti. Cogliamo l'occasione inoltre per ringraziare l'Università della terza età di Avellino.

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Un sorso di mondo (14 aprile 2010)

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Un sorso di mondo

SATYA-YUGA in collaborazione con TEATEQ
presenta

"UN SORSO DI MONDO"

Seminario sul tè presso la libreria laboratorio
"L'angolo delle Storie" via Fosso S. Lucia, 4 Avellino
MERCOLEDI' 14 APRILE ORE 17.00

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L’associazione si propone come veicolo per progettare una nuova era in cui prevalga la conoscenza piuttosto che l’oscurantismo culturale, la convivenza pacifica contro la violenza e i conflitti che attraversano il mondo contemporaneo


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